Metodologia di coaching JobAut per persone autistiche 3 Sections13 Lessons10 Weeks
Gli strumenti
Gli strumenti sono gli elementi pratici attraverso i quali la metodologia JobAut diventa concreta. Supportano le quattro dimensioni del percorso di coaching: Visione, Identità, Comunicazione e Impatto.
Nel risultato R2, gli strumenti non sono presentati come esercizi isolati, ma come attività collegate, che vengono illustrate, realizzate e successivamente analizzate attraverso il debriefing. Il loro scopo è aiutare i partecipanti a esplorare sé stessi, interagire con gli altri, riconoscere schemi ricorrenti, comunicare in modo più efficace e costruire gradualmente un piano d’azione personale. Gli strumenti preservano inoltre il «filo conduttore» della metodologia, poiché le consapevolezze sviluppate attraverso il loro utilizzo devono rimanere collegate all’intervista iniziale del partecipante, al profilo ICF e agli esiti dell’abbinamento lavorativo.
3.1 Creare un’alleanza
Creare alleanza è il primo strumento del modulo Visione. Invita i partecipanti a co-progettare l’atmosfera e l’ambiente di apprendimento della formazione. Anziché entrare passivamente in un contesto predefinito, ai partecipanti viene chiesto di cosa abbiano bisogno per sentirsi al sicuro e in che modo contribuiranno a creare un ambiente di apprendimento positivo.
Questo strumento favorisce la titolarità del percorso fin dall’inizio. Tutte le voci vengono ascoltate e i partecipanti si esercitano a esprimere i propri bisogni, definire i propri confini e formulare le proprie aspettative. L’alleanza viene messa per iscritto e mantenuta visibile durante l’intera formazione, diventando così un punto di riferimento condiviso. È inoltre dinamica: può essere rivista e modificata, mostrando che le esigenze possono cambiare nel corso del processo.
3.2 Sogni
L’esercizio Sogni invita i partecipanti a esplorare ciò che vogliono, desiderano o sognano, senza limitarsi immediatamente a causa di ostacoli fisici, psicologici, economici o geografici. Lo scopo non è semplicemente produrre un elenco di sogni, ma rafforzare la motivazione, far emergere i propri valori e dare una direzione al proprio percorso.
Esprimendo ad alta voce i propri sogni, i partecipanti iniziano a rendere visibile ciò che conta per loro. La condivisione dei sogni rafforza inoltre la coesione del gruppo e crea un senso di impegno. Nel processo JobAut, i sogni possono successivamente essere collegati ad alternative lavorative realistiche e agli abbinamenti professionali del partecipante basati su ICF ed ESCO, affinché aspirazioni e fattibilità rimangano collegate.
3.3 Triade cognitiva
La Triade cognitiva introduce i partecipanti al collegamento tra situazioni, pensieri, emozioni e comportamenti. L’esercizio li aiuta a comprendere come una determinata situazione possa generare un pensiero, come quel pensiero possa produrre un’emozione e come l’emozione possa influenzare l’azione.
Lo scopo è aumentare la consapevolezza e creare una maggiore libertà di scelta. I partecipanti imparano che un pensiero è soltanto un pensiero: può essere osservato, messo in discussione ed eventualmente sostituito con uno più utile. Questo è importante perché piccoli cambiamenti negli schemi di pensiero possono determinare cambiamenti significativi nel comportamento e sostenere i partecipanti nel muoversi verso i propri obiettivi con maggiore fiducia.
Lo strumento è particolarmente rilevante per l’occupazione, poiché aiuta i partecipanti a riconoscere gli schemi che possono influenzare la motivazione, l’azione, la comunicazione e la resilienza nelle situazioni lavorative.
3.4 Leader ispiratori
Leader ispiratori fa parte del modulo Identità. I partecipanti individuano persone o figure che li ispirano e successivamente nominano le qualità che ammirano in loro. Attraverso questo processo, iniziano a riconoscere qualità che esistono anche dentro di sé.
L’esercizio sostiene l’autostima e la costruzione dell’identità. Quando i partecipanti individuano negli altri qualità come coraggio, chiarezza, creatività o perseveranza, sono invitati a riflettere su come tali qualità possano essere presenti anche in loro, sebbene non sempre pienamente utilizzate. Questo genera motivazione e aiuta i partecipanti a scegliere le qualità che desiderano rafforzare nella propria vita e nei futuri percorsi lavorativi.
3.5 Superman
L’esercizio Superman/Superwoman è anch’esso collegato all’identità. I partecipanti ricevono riconoscimenti scritti e feedback dal gruppo, comprendenti le qualità che gli altri vedono in loro, gli aspetti che gli altri vorrebbero vedere maggiormente o in misura minore e le sfide che potrebbero scegliere di affrontare.
Lo scopo è creare un’esperienza giocosa ma significativa, nella quale ci si sente riconosciuti dagli altri. I partecipanti ricevono apprezzamenti, individuano schemi ricorrenti nei feedback e scelgono parole o sfide nelle quali si riconoscono. Questo rafforza la fiducia in sé, la coesione del gruppo e la capacità di compiere scelte consapevoli rispetto allo sviluppo personale.
3.6 Prospettiva/equilibrio
L’esercizio Prospettiva/Equilibrio appartiene al modulo Comunicazione. I partecipanti esplorano fisicamente diverse prospettive su un tema, osservando come ciascuna prospettiva influenzi pensieri, emozioni e sensazioni corporee.
L’obiettivo è aiutare i partecipanti a comprendere che le situazioni possono essere osservate da più punti di vista. Ciò non significa che ogni prospettiva venga percepita come ugualmente vera, ma che ciascuna possa contenere una parte di verità. Per i partecipanti autistici, il risultato R2 sottolinea l’importanza di istruzioni chiare, sequenze strutturate, supporti visivi, esempi concreti e tempi di elaborazione adeguati.
L’esercizio sostiene la flessibilità, la collaborazione e la comprensione di sé e degli altri. Aiuta inoltre i partecipanti a sperimentare come la scelta di una prospettiva diversa possa influenzare il modo in cui rispondono alle situazioni, comprese le difficoltà legate al lavoro.
3.7 Sì – e
L’esercizio Sì-e si concentra sul potere delle parole nella comunicazione. I partecipanti sperimentano la differenza tra chiudere una conversazione con «sì, ma» e aprirla con «sì, e».
Lo scopo è costruire una comunicazione più costruttiva. Ascoltando ciò che apprezzano nel contributo dell’altra persona e sviluppandolo ulteriormente, i partecipanti si esercitano nell’apertura, nella flessibilità e nel dialogo orientato alle soluzioni. Lo strumento aiuta a ridurre resistenze e incomprensioni, favorendo interazioni più collaborative nella vita quotidiana e nei contesti professionali.
3.8 Fortunatamente, sfortunatamente
L’esercizio Fortunatamente/Sfortunatamente prosegue il lavoro sulla comunicazione e sul pensiero orientato alle soluzioni. I partecipanti costruiscono una storia condivisa alternando ostacoli e soluzioni. Attraverso questa struttura, esercitano l’immaginazione, la flessibilità e la capacità di individuare elementi positivi anche nelle situazioni difficili.
L’esercizio aiuta i partecipanti a comprendere come il linguaggio influenzi le risposte emotive e comportamentali. Iniziare una frase con «fortunatamente» allena la capacità di cercare possibilità e soluzioni. In questo senso, lo strumento sostiene la resilienza, la creatività e la partecipazione costruttiva alle dinamiche di gruppo.
3.9 L’impatto di un’immagine
L’esercizio L’impatto di un’immagine introduce i partecipanti al collegamento tra immagini, emozioni, pensieri e comportamenti. Inizialmente, i partecipanti osservano delle immagini e individuano le emozioni che suscitano. Successivamente, lavorano in gruppi più piccoli per creare una propria immagine destinata a comunicare un’emozione specifica.
Lo scopo è ampliare la consapevolezza emotiva e mostrare come la comunicazione visiva possa influenzare gli altri. I partecipanti si esercitano a riconoscere le emozioni, esprimere significati attraverso le immagini e riflettere sulla chiarezza della propria comunicazione. L’esercizio si collega inoltre alla collaborazione, ai ruoli nel gruppo e alla capacità del partecipante di comunicare al proprio ambiente ciò che desidera.
3.10 Livelli logici
Livelli logici è lo strumento finale e appartiene al modulo Impatto. Viene utilizzato per collegare tutti gli apprendimenti del programma in un piano d’azione strutturato. I partecipanti partono da un sogno, un obiettivo o una visione e successivamente esplorano le qualità, i valori, l’identità, le attività, l’ambiente e il supporto che possono aiutarli a muoversi verso tale obiettivo.
Questo strumento aiuta i partecipanti a organizzare le informazioni e a comprendere la relazione tra chi sono, ciò che per loro conta e ciò che devono fare. Nella metodologia JobAut, i Livelli logici non devono rimanere soltanto sul piano delle aspirazioni: devono essere collegati al Profilo ICF delle capacità e agli abbinamenti professionali ESCO del partecipante, affinché il piano d’azione finale sia fondato sia sul significato personale sia su evidenze funzionali documentate.
Il risultato è una tabella di marcia più chiara verso l’occupazione, nella quale l’identità, i punti di forza e i passaggi pratici del partecipante vengono riuniti in un piano coerente e personalizzato.


